Ricordo del Dott. Danzio Cesura

Dott. Cesura
Dott. Cesura
Vita del Dott. DANZIO CESURA - Presidente e fondatore dell'A.V.I.S. Comunale e Provinciale di Cremona
Il dottor Danzio Cesura nacque a Cremona il 19 settembre 1906. Si laureò brillantemente in medicina a Pavia nel 1930. Specializzatosi nelle malattie del sangue e conosciuto l'ematologo dott. Vittorio Formentano, fondatore dell'A.V.I.S. Milanese (1927) , si impegnò per costituire pure in Cremona, con la collaborazione del collega ed amico dottor Augusto Bongiovanni, una Sezione A.V.I.S. che venne ufficialmente inaugurata nel dicembre 1933. Da allora fu Presidente e Direttore Sanitario della Sezione sino a tutto il 1977. Nel 1952, funzionando già in Provincia sette Sezioni Comunali costituitesi grazie al suo interessamento, diede vita all'Associazione Provinciale che pure diresse fino al 1977 quando fu costretto a dimettersi per motivi di salute. I donatori lo acclamarono allora Presidente Onorario dell'A.V.I.S. Comunale di Cremona e dell'A.V.I.S. Provinciale. Al primo congresso nazionale dell'A.V.I.S. nel dopoguerra, tenutosi in Milano (1946), venne eletto Consigliere Nazionale. Fu pure, per molti anni, Ispettore Regionale e nel 1972 fu eletto membro del 1° Consiglio Regionale della Lombardia. Fra le onorificenze: Commendatore della Repubblica e Ufficiale al Merito Internazionale del Sangue (F.I.O.D.S.). Fu colpito da grave malattia il 22 ottobre 1977 e dopo quattordici mesi di sofferenze morì alle ore 5 del mattino del 24 dicembre 1978 nella Villa Sacro Cuore di Casalmorano (CR). Il funerale si svolse mercoledì 27 alle ore 14;30 partendo dalla Sede A.V.I.S. di Cremona dove la Salma era stata traslata per un doveroso omaggio degli Avisini. Autorità, cittadini, Dirigenti Nazionali, Regionali, Provinciali, Sezionali e Donatori con i loro labari resero l'estremo saluto all'indimenticabile Presidente dottor Danzio Cesura che riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Cremona.

Ora Vi proponiamo alcune frasi tratte dal ritratto che Osvaldo Goldani (23 novembre 1918 – 15 luglio 1999), amico per oltre 40 anni di Danzio Cesura, scrisse di getto sul periodico avisino “Il dono del sangue” subito dopo la morte del Dottore: “.....Il dottor Cesura è deceduto alle prime ore della vigilia di una grande festività, difficili le comunicazioni e niente stampa, quasi volesse andarsene alla chetichella, in punta di piedi, senza disturbare il prossimo, come era sua abitudine. Sì, il dottor Cesura ha vissuto nell'ombra, modesto e umile. Per ben 45 anni fu Presidente di un'Associazione importante che egli aveva fondato nell'esuberanza giovanile per offrire alla comunità un servizio sociale indispensabile. Altri, anche senza volerlo, sarebbero emersi traendone un certo profitto almeno di prestigio. Lui no. Lui rimase sempre nascosto, anonimo come lo sono i Donatori di sangue. I suoi Donatori lo vollero e lo acclamarono per anni ed anni, in campo comunale e provinciale, loro Presidente, e lui accettò sempre l'incarico con gioia ma anche con umiltà. Per vedere Cesura bisognava voltarsi indietro, perché lui tentava di occupare sempre gli ultimi posti. Quando c'era qualche manifestazione si doveva quasi fargli violenza per metterlo in prima fila, al suo posto. Davanti ai donatori lui doveva passare in seconda linea....

E il suo lavoro, i suoi sacrifici non li faceva pesare tanto che molti, purtroppo li ignoravano. Era un uomo sincero, non conosceva la menzogna, i sotterfugi e neppure i compromessi e piuttosto di dire una bugia taceva. Era disarmato davanti ai prepotenti, davanti ai palloni gonfiati, a colore che vogliono a tutti i costi mettersi in evidenza anche senza meriti. Era consapevole del prestigio del suo incarico, conosceva le responsabilità del suo mandato ma di fronte al gesto del dono del sangue si riteneva piccolo, modesto....

Quando era costretto per la sua posizione a colloquiare con le autorità, parlando dell'A.V.I.S. e dei Donatori si esaltava quasi volesse, con poche parole, riuscire a convincere anche gli altri che l'A.V.I.S. è un'associazione meravigliosa e temeva sempre di non riuscirci e non perché gli altri non fossero disposti ad ascoltarlo ma perché lui non si riteneva in grado di farsi intendere: questi incontri li affrontava sempre con disagio. Si trovava meglio con gli umili; trattava tutti indistintamente con grande rispetto, con somma gentilezza: uno stile da gran signore. Era sempre educato e a tutti dava del lei.....

E la sua delicatezza nell'effettuare i prelievi sui donatori non aveva pari. Un saluto e un sorriso per tutti. Poi chiedeva se andava bene, se poteva procedere, e se qualcuno accusava disturbi nella giornata si interessava direttamente o per altra persona per sapere se tutto fosse tornato normale. Andava volentieri alle manifestazioni sociali delle nostre Sezioni e si rammaricava quando ne cadevano più di una nella stessa domenica o per altri impegni non poteva rispondere agli inviti. Era felice con i donatori. Gli piaceva immensamente sentire le bande paesane, si entusiasmava come un fanciullo. E quando parlava, quando teneva l'orazione ufficiale, usava parole semplici, frasi modeste, non studiate, alla buona, ma dette con il cuore.

......quando teneva discorsi la voce del dottor Cesura cambiava tono, si faceva quasi irruente, forte di una energia insospettata in un uomo come lui. Era l'argomento, era il contatto con i donatori che lo esaltavano. Cesura non aveva fotografie cosiddette ufficiali....Cesura è quasi sempre nascosto o seminascosto o di profilo.... anche questo ha il suo significato e serve a dare un'altra pennellata al ritratto del nostro Presidente. Alle riunioni di Consiglio era sempre presente, era sempre il primo. A volte arrivava alla sede e trovava la porta chiusa. Aspettava passeggiando, paziente avanti e indietro, senza lamentarsi di eventuali ritardi. Presiedeva le riunioni ma non era certo un conduttore di discussioni. Qualcuno, per questo, si lamentava. L'avrebbero voluto più energico.....Cesura non era, non è mai stato un condottiero, un comandante, un pugno di ferro.....Cesura invece taceva e sapeva intervenire al momento giusto con tatto, con delicatezza. Di lui bisognava capire anche i suoi silenzi. Era sufficiente la sua presenza per trovare l'accordo quando le idee non collimavano. Il rispetto che imponeva valeva più di qualsiasi drastico intervento. Terminate le riunioni di Consiglio, a volte, se ne andava in silenzio. In particolare negli ultimi tempi, perché era stanco, stava poco bene. Ma anche perché non voleva disturbare e intendeva pure in questo modo passare inosservato. Lui era fatto così.....

Il dottor Cesura era un uomo riservato e non partecipava alla vita pubblica. Casa, gabinetto medico e A.V.I.S. Eppure era in lui profondo il senso dell'amicizia. Quando era in vena di confidenze, rievocava volentieri i tempi della gioventù, gli anni goliardici di Pavia e ricordava in particolare due suoi cari amici: il dottor Augusto Bongiovanni e il dottor Emilio Priori. Era amico carissimo del dottor Vittorio Formentano e questi, più anziano, più conosciuto, altro carattere, aveva molta stima in <Cesurino>, come cordialmente a volte lo chiamava. Appena dopo la guerra , al primo Congresso A.V.I.S. di Milano, lo volle al suo fianco come ispettore regionale e consigliere nazionale. Anche in questi consessi i suoi interventi erano rari. Ascoltava, rifletteva e deduceva. Il dottor Formentano, che lo apprezzava per le sue doti umane e professionali, quando doveva prendere delle decisioni gli chiedeva pareri.....

Era un medico all'antica il dottor Cesura. Dal 1930 al 1977, per quarantasette anni, con la sua bicicletta o il motorino, con il sole o la pioggia, visitò con amore i suoi numerosi pazienti. Era un diagnostico in gamba. Affermava che certe malattie devono fare il loro corso normale ed è pericoloso sollecitare la guarigione con farmaci spesso tossici, quando non è indispensabile. Mi ricordo che nella seconda metà degli anni quaranta, quando venne di moda la penicillina e molti medici ne abusavano come se fosse un toccasana, il dottor Cesura raccomandava la prudenza, e la casistica gli diede ragione.....

Era buono e generoso soprattutto perché non concepiva il male....Aveva un affetto grande per i donatori, in modo particolare per quelli anziani, per i pionieri che avevano con lui lottato per costituire l'A.V.I.S. Il dottor Cesura ...... non era espansivo, ma stava volentieri in compagnia dei suoi Donatori, dei suoi Collaboratori. E ai margini dei congressi, delle feste, alle manifestazioni avisine, era felice e si divertiva.....

Egli ebbe tanti meriti, il più importante rimane quello di aver creduto sempre, anche in questi ultimi tempi, nella forza dei valori ideali e nella solidarietà umana”.
 



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